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La sala venne affrescata nel
XVIII secolo con soggetti ispirati a episodi amorosi e
mitologici. Le tarsie lignee dell’ebanista vercellese L. Ravelli
e la scrivania a ribalta del lombardo C. Mezzanzanica, posta al
centro, risalgono alla fine del XVIII secolo o ai primi decenni
del XIX secolo. Nella sala, in gran parte dedicata alla ricca
raccolta di vetri di Camillo Leone, č esposta una rara coppa
medicea degli inizi del XVII secolo. Accanto vi sono calici,
brocche e anforette in vetro filigranato o in vetro soffiato di
manifattura muranese, realizzati dal XVII al XIX secolo. In una
piccola sezione trovano posto le microsculture sabaude di
G.M.Bonzanigo e F.Tanadei, di epoca neoclassica
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