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Dal museo lapidario "Luigi Bruzza", dove erano conservati
reperti romani e medioevali di origine vercellese, proviene la
maggior parte delle opere di epoca medioevale.
Emergono per qualità i resti del pulpito dell’antico duomo di
Vercelli: sono sei sculture in marmo raffiguranti S.Eusebio, un
Re Mago inginocchiato, un Angelo offerente, un leone alato,
l’arcangelo Michele, due draghi avvinghiati. Attribuite un tempo
a Benedetto Antelami, dalla critica più recente sono
considerate, più genericamente, opera di un maestro dell’area
piemontese-emiliana.
Importante documento di arte romanica sono i frammenti del
pavimento a mosaico dell’antica S.Maria Maggiore, recuperati
dopo l’abbattimento della chiesa nel 1777. Databili alla metà
del XII secolo, raffiguravano gli episodi biblici di Giuditta e
Oloferne e della danza di Davide, animali fantastici e la scena
di duello tra un guerriero di pelle bianca e uno di pelle scura,
di difficile e discussa interpretazione.
Appartengono cronologicamente a questa sezione, anche se non
hanno provenienza vercellese e si trovano esposti in Palazzo
Langosco tra le collezioni di arti decorative, due opere di
grande qualità come il cofano limosino del XIII secolo, ornato
da tredici medaglioni smaltati con scene "cortesi"
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